Macchine per il packaging: + 8% nel 2021, ma i costi di produzione aumentano

Packaging

Come previsto, il settore delle macchine per il packaging torna a correre. Come emerge dall’ultimo report stilato dal Centro Studi UCIMA (acronimo di Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio), dopo un 2020 piuttosto complesso, il settore del packaging ha vissuto un 2021 decisamente positivo, con il fatturato dell’intero sistema produttivo che ha superato i livelli pre-crisi.

Il Covid-19 sembra così essere definitivamente alle spalle, ma qualche piccola nube sembra stagliarsi all’orizzonte. Insomma, come sottolinea il presidente UCIMA Matteo Gentili, bisogna monitorare l’andamento dell’intero sistema produttivo per evitare che tutto si blocchi nuovamente.

Macchine per l’imballaggio, 2021 da record

I progressi registrati dunque nel corso del primo trimestre 2021 non erano solamente un “fuoco di paglia”. I dati del preconsuntivo 2021 rilasciati dal Centro Studi UCIMA sono infatti piuttosto chiari: nel corso dei passati 12 mesi il fatturato del settore delle macchine packaging è salito a 8.435 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto al 2020.

Dato influenzato in maniera particolare dagli ordinativi interni: la crescita del 18% porta il fatturato del mercato nazionale a superare la soglia dei 2 miliardi di euro. L’export vale invece quasi 6,5 miliardi di euro, con una crescita di fatturato rispetto al 2020 di “appena” il 5%. Il 2022, stando alle previsioni dell’istituto, non dovrebbe essere da meno: il settore può contare sulla produzione assicurata già per i primi 7 mesi dell’anno, con un trend di crescita consolidato.

Costi di produzione, la nuova spada di Damocle

Insomma, il 2021 si è chiuso in maniera più che positiva e il 2022 sembra proseguire sulla stessa strada, ma non bisogna comunque abbassare la guardia. Come fanno notare gli analisti di Centro Studi UCIMA, una nuova “spada di Damocle” si è posata sulle prospettive di crescita del settore: gli aumenti di costi di produzione. L’inflazione generalizzata su materie prime, servizi e prodotti finiti potrebbe infatti incidere sulle prospettive di crescita per il 2022.

Secondo i dati diffusi dall’Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio il 30% delle aziende associate è preoccupata dall’aumento dei prezzi delle materie prime, dall’aumento dei costi della componentistica con le consegne spesso in ritardo, dall’aumento dei costi di trasporto e dal rincaro dei costi energetici. Tutti fattori che, in un modo o in un altro, potrebbero incidere negativamente sulla crescita del fatturato dell’anno in corso.

Per questo motivo UCIMA sta monitorando l’andamento dei prezzi di materie prime, servizi e prodotti energetici e, come dichiarato dal presidente di UCIMA Matteo Gentili, è necessario riconoscere e gestire queste tensioni di mercato per non mettere a repentaglio lo slancio produttivo del sistema Paese.

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