L’etichettatura ambientale degli imballaggi in vigore dal 1° gennaio 2023

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Dal 1° gennaio 2023 è entrata in vigore l’etichettatura ambientale per gli imballaggi. Come ben sappiamo il packaging – che sia di prodotti alimentari oppure no – va gestito in modo corretto al termine del suo utilizzo. Le indicazioni per il suo smaltimento come rifiuto sono riportate nelle informazioni che si trovano sull’etichetta.   

Da tempo questo tema è stato oggetto di attento confronto da parte degli Stati Membri della Comunità Europea nel tentativo di riuscire a conciliare sia le esigenze economiche che quelle ambientali. Nel 2004 una direttiva chiedeva di adottare delle misure opportune per fornire ai consumatori le informazioni giuste per la raccolta e il recupero degli imballaggi. Oggi lo strumento migliore per riuscire a raggiungere e informare il consumatore finale resta l’etichettatura ambientale.

In Spagna è stato pubblicato il Real Decreto 1055/2022 de envases y residuos de envases nel Boletìn Oficial del Estado, con l’obiettivo di allineare la normativa spagnola sugli imballaggi alle richieste europee. Lo scopo è quello di attuare una economia che sia sempre più circolare, raggiungendo gli obiettivi prefissati entro il 2025 e il 2030.

La nuova disciplina ha fissato obiettivi a breve-medio termine riguardanti la promozione del riciclo, l’aumento di imballaggi riutilizzabili, la prevenzione dei rifiuti e l’obbligo di rendicontazione per gli imballaggi immessi sul mercato.

In Francia le direttive europee sono state recepite con la legge n. 2020-105 che ha riformato il Code de l’environnement nelle sue parti relative alla promozione di una economia circolare e alla riduzione dei rifiuti.

I produttori delle merci che producono dei rifiuti dovranno informare i consumatori riguardo le caratteristiche sia ambientali che qualitative, precisando la percentuale del materiale da riciclo. Inoltre tutti i prodotti per uso domestico introdotti nel mercato saranno soggetti alla responsabilità del fornitore (REP), tranne che per gli imballaggi in vetro.

In Italia l’etichettatura ambientale è entrata in vigore dopo un lungo iter. Il 26/09/2020 è stato pubblicato il D.lgs 116/2020 destinato ai produttori di imballaggi con l’obbligo di fornire tutte le indicazioni per consentire un corretto riutilizzo e riciclaggio. In seguito è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la norma di conversione del D.l 228/2021 che ha fissato al 1° gennaio 2023 l’uso della nuova etichettatura ambientale.

La nuova etichettatura ambientale

Per identificare l’imballaggio dunque i produttori devono necessariamente indicare i materiali del packaging in base a ciò che è stato stabilito nella Decisione 97/129/CE (norma che ha stabilito un sistema di identificazione con codici alfanumerici per gli imballaggi), integrato – se necessario – da quanto segnalato nelle norme UNI (nello specifico: CEN/CR 14311:2002, UNI EN ISO 1043-1:2002, UNI EN ISO 11469).

Quali sono le informazioni minime che devono essere riportate sugli imballaggi? Prima di tutto la tipologia di imballaggio, ad esempio vaschetta, etichetta, bottiglia o flacone, seguita dall’identificazione del materiale con il codice alfanumerico. L’etichettatura ambientale prevede inoltre l’indicazione riguardo la famiglia del materiale (acciaio, plastica, alluminio, carta o vetro) e le indicazioni per effettuare la raccolta, accompagnata dalla specifica: “Verifica le disposizioni del tuo Comune”.

Oltre le informazioni minime si possono associare altre info ambientali. Ad esempio il simbolo grafico della raccolta differenziata, quello della compostabilità o della riciclabilità. In questi casi andranno seguiti tutti i riferimenti che sono stati stabiliti dalle norme tecniche degli Enti di Normazione Internazionali (ISO), ma anche europei (CEN) e nazionali (ad esempio UNI per l’Italia, AFNOR per la Francia e DIN per la Germania).

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