Fiducia in aumento per la macchina utensile italiana

Tornio

Di certo, attendersi un esito diverso era davvero molto difficile. La crisi scatenata dalla pandemia di Sars-CoV-2, con i lockdown e stop alla produzione industriale che ne sono conseguiti ha messo in ginocchio diversi settori industriali. In questo scenario tutt’altro che positivo, non ha fatto eccezione quello dell’industria della macchina utensile, della robotica e dell’automazione.

Come emerge dai dati del “Centro Studi & Cultura d’Impresa” dell’UCIMU (l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari), il 2020 è stato l’annus horribilis dell’industria italiana delle macchine utensili. Tutti gli indicatori economici hanno fatto registrare cali significativi, ma si tratta di una situazione condivisa sul piano internazionale: l’industria italiana si conferma infatti al quarto posto tra i produttori e gli esportatori e quinta nella classifica dei paesi consumatori.

Completamente differente, invece, la situazione del 2021. L’inizio dell’anno è caratterizzato da una forte ripresa (esattamente come per l’intera economia italiana, con un PIL in crescita di più del 6% secondo le prime stime), con ordinativi e fatturato in aumento. Le stime fatte dal Centro Studi dell’UCIMU, e confermate dai risultati fatti registrare tra gennaio e giugno 2021, parlano di una crescita di fatturato in doppia cifra rispetto al risultato del 2020.

Robot a lavoro
Robotica automatizzata

Industria macchina utensile, robotica e automazione: il consuntivo del 2020

Stando ai dati diffusi nel corso dell’incontro annuale con i soci dal presidente UCIMU Barbara Colombo, nel corso del 2020 il fatturato del settore ha fatto registrare un calo del 20,4% rispetto a quello dell’anno precedente, attestandosi a 5 miliardi e 182 milioni di euro. Nel dettaglio, il fatturato del mercato interno ha fatto registrare un -20,3% rispetto all’anno precedente (2 miliardi 321 milioni di euro), mentre l’export è calato del 20,5% (con un fatturato totale di 2 miliardi 861 milioni di euro).

Le previsioni per il 2021

Stando ai dati snocciolati del presidente UCIMU Barbara Colombo, il fatturato del settore della macchina utensile del 2021 toccherà i 5,7 miliardi di euro, facendo segnare una crescita del 10,9% rispetto al consuntivo del 2020. Il contributo alla crescita verrà in maniera (quasi) paritaria tanto dal mercato interno quanto dall’export. Gli ordinativi dall’estero raggiungeranno il fatturato di 3,1 miliardi di euro, in crescita del 9,4% rispetto ai dati del 2020; gli ordini provenienti dal mercato interno genereranno invece un fatturato di 2,6 miliardi di euro.

Una ripresa, sottolineano i vertici UCIMU, che va però sostenuta con interventi da parte del Governo. Fondamentale rinnovare anche per i prossimi anni incentivi come quelli del Piano Transizione 4.0 e della Nuova Sabatini, mentre si dovrà dare nuova spinta alla formazione di personale altamente qualificato (tramite, ad esempio, credito di imposta per chi investe in questo settore) per non perdere il treno rappresentato dai fondi europei del PNRR.

I risultati del primo semestre 2021

Le previsioni per l’anno in corso sono corroborate dai risultati parziali dei primi sei mesi del 2021. Nel corso dell’incontro annuale con i soci è emerso che l’indice degli ordini del primo semestre 2021 è cresciuto dell’88,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nello specifico, gli ordinativi interni hanno fatto segnare un aumento del 238%, mentre gli ordini dall’estero sono cresciuti del 58%. Insomma, è il mercato interno a far da traino all’intero settore delle macchine utensili e della robotica: un ulteriore segnale dello stato di buona salute (se non ottima) che sta attraversando l’economia nazionale.

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